Social Housing a Milano: un nuovo modo di abitare in città.

Cenni di Cambiamento Milano

Il problema del disagio abitativo in Italia, e in particolare in una grande città come Milano, è considerevole  e,  con l’avvento della crisi economica, è aumentato il numero delle persone che non riescono a permettersi un alloggio sul libero mercato, ma non hanno  un reddito tale per ricorrere alle  case popolari.

Per questo negli ultimi anni si sono sviluppate soluzioni abitative innovative, che si distaccano in parte dall’edilizia popolare per il loro carattere “sociale”: persone che hanno subito il vertiginoso aumento del prezzo degli affitti e dell’acquisto, studenti fuori sede, giovani nuclei familiari, pensionati, possono accedere ad abitazioni di qualità con affitti a prezzo calmierato (e in certi casi con patto di futuro acquisto). Ma ciò che più caratterizza queste abitazioni è la presenza di spazi comuni, ricreativi o culturali, in grado di favorire la socializzazione tra i condomini in un contesto di solidarietà e buon vicinato. Far sentire i cittadini veramente parte di una comunità rappresenta del resto un elemento di grande valore  in una metropoli come Milano.

Sotto questo aspetto nella nostra città sono stati sviluppati progetti interessanti e di notevole livello architettonico che puntano, oltre che sulla socialità, anche sull’innovazione tecnologica e sulla sostenibilità ambientale. Nel programma di Open House Milano 2016 ci sono diversi esempi di proposte di social housing, e nel weekend 7-8 maggio, avrai occasione di approfondire, in alcuni casi anche con gli architetti stessi, alcuni degli edifici più significativi dall’inizio del secolo scorso ai giorni nostri.

Sono infatti del primo ‘900 i progetti di abitazioni sociali voluti e realizzati dalla Società Umanitaria per rispondere alle esigenze di una popolazione in continua crescita: il quartiere Solari e la versione più ridotta in v.le Lombardia.

Il quartiere Solari (v. Solari 40), fu il primo e incontrastato esperimento di housing sociale a Milano. Il progetto, oltre ad essere all’avanguardia per la dotazione standard degli appartamenti, era innovativo per la filosofia con cui Broglio lo ideò: per incentivare gli abitanti alla responsabilizzazione della gestione e promozione delle attività aggregative e culturali, l’architetto realizzò insieme alle unità abitative anche docce maschili e femminili,  lavanderia, locali per riunioni, biblioteca, sala di ritrovo e allattamento e un campo bocce con annessa tavernetta. 

Degli anni ’60 è invece il progetto del Quartiere Ponti (Via Del Turchino 18-20), terzo e ultimo quartiere commissionato ad Albini, Palanti e Camus dall’Istituto Fascista Case Popolari (Ifacp). Ospita ora un progetto del Comune di Milano dedicato all’ospitalità solidale, per cui giovani assegnatari possono fruire di un percorso di orientamento all’autonomia abitativa e lavorativa, oltre a  beneficiare di servizi utili al quartiere, e in cambio si chiede loro di dedicare almeno 10 ore al mese come volontari alle attività e agli interventi sociali realizzati nel quartiere sotto il coordinamento delle associazioni presenti sul posto.

Attualissimi sono invece progetti come Cenni di Cambiamento (Via Gabetti 15), dello studio Rossi – Prodi Associati, il più grande edificio residenziale realizzato in Europa che utilizza un sistema di strutture portanti in legno. Cenni, oltre ai 122  alloggi a prezzi calmierati, offre agli inquilini servizi condominiali in condivisione: dopo scuola, carsharing, spazi per coltivare l’orto, e attività ricreative e culturali… Un altro è Borgo Sostenibile (V. Giovanni Battista Rasario 14, Figino) di Sarno RSG srl – Favole- Garbin e Matucci, sito nello storico quartiere a ovest di Milano: il progetto sfrutta tecnologie impiantistiche e costruttive all’avanguardia, affinché ogni appartamento possa raggiungere elevati standard architettonici ed energetici. E nelle aree comuni, spazi pubblici verdi, negozi e aree dedicate ai bambini, creati per promuovere una cultura dell’abitare sostenibile e collaborativo. Esempio di abitare sociale in ambito universitario, è dato dal Campus Monneret (Via Ugo Monneret De Villard, 1 ), nato dalla riqualificazione di un vecchio studentato, per rispondere al bisogno sempre più crescente di alloggi da parte degli studenti fuori sede.

Se questo articolo ti è piaciuto e desideri visitare i luoghi da noi suggeriti, continuaci a seguire… mancano solo pochi giorni alla pubblicazione del programma completo di Open House Milano 2016 che si terrà sabato 7 e domenica 8 maggio.