Casa sul tetto

Gianluigi Mutti (2007)

Costruita sul tetto dell’ex palazzina per uffici dello stabilimento Faema, questa casa è stata concepita come laboratorio sperimentale.  Le tecniche e materiali messi a punto per questo progetto, infatti, sono andati a costruire una sorta di “abaco” di riferimento per gli altri interventi.

ll tema da affrontare era quello di abitare sul tetto piano di un edificio preesistente con una sua storia costruttiva, statica, impiantistica, tecnica, con cui stabilire un rapporto per cosi dire “parassita”.

La casa é tutt’uno con il giardino ed é concepita per respirare e vivere con il cambio delle stagioni e della temperatura. Tutto é finalizzato a mantenere la temperatura pressoché costante tutto l’anno grazie ad un sistema di condotti di ventilazione che regolano i flussi d’aria.

Le serre addossate alla casa lungo il muro che corre da nord a sud hanno invece un ruolo importante nell’isolamento acustico.  Costruite in leggero aggetto impediscono che si diffondano i rumori portati dal vento perché i filetti fluidi dell’aria sospinta dal vento grazie anche alla sagoma del corpo aggettante, si ricompongono al di la dell’intera superficie della casa, che si trova di conseguenza in una bolla insonorizzata e lontana dai rumori della vicinissima tangenziale.

L’approccio sperimentale é inoltre chiaramente leggibile nei materiali.  Questi esempi descrivono l’approccio ad un progetto di ampia ricerca rispetto all’altrettanto ampio tentativo di utilizzare nuove tecniche del costruire per soddisfare le attuali necessita di biocompatibilità degli edifici.

Ogni dettaglio costruttivo di questo progetto é stato messo a punto pressoché nella stesso modo, dalle bussole di legno delle porte ai pannelli di polistirolo dei solai, agli impianti a vista, ai mattoni in legno dei muri, al telo per camion del rivestimento esterno.

Durata visita: 20′

Numero massimo di persone per visita: 15

Sestiere: Porta Orientale
Via Ventura 5
Sabato 10.00 - 13.30
M2 Lambrate
54/75
33
Accesso libero